Finalmente anche se con un po’ di nostalgia per le vacanze appena trascorse (le vacanze non basterebbero mai), finalmente, dicevo, si ricomincia. L’ A.P.D. Millennio riapre le porte del Palasirio (già dal primo Settembre con il Badminton) e i suoi istruttori sono pronti ad accogliere i vecchi e nuovi amanti dello sport e del benessere socio-psico-motorio. Per quanto riguarda il Wushu, oltre il consolidato corso dei bambini (5-12anni) ci sarà la possibilità per i più grandi di scegliere tra due corsi di due diversi stili: Yuanyang quan (Stile dell Anatra Mandarina) e Shao Bei quan (Stile di Shaolin del Nord). Lo Yuanyang quan che si svolgerà dalle 17.30 alle 18.30 è uno stile particolarmente duro che sviluppa grande potenza grazie a movimenti di fine coordinazione sugli assi del corpo. La difesa personale, in questo stile, avviene grazie allo studio delle linee di forza e al proverbiale “uso delle gambe come braccia”. Fatica e sudore verranno ripagati con capacità poco diffuse persino in Cina! Lo Shao Bei quan, invece, seguirà dalle 18.30 alle 19.30. Si apprezzerà dello stile lo sviluppo di elevate capacità atletiche e la facilità di applicazione delle tecniche di difesa. La dinamicità dello stile, grazie al lavoro sulle schivate e alla grande varietà dei calci, risulterà particolarmente avvincente. 

 

I bambini invece alterneranno attività ludico-motorie a sequenze tecniche dello stile Yuanyang quan che garantisce uno sviluppo armonioso del sistema muscoloscheletrico grazie anche al lavoro sullo streatching e sulle posture statiche e dinamiche. Rimanendo in linea con i principi fondati sul rispetto di sè e del prossimo e della disciplina come mezzo per la crescita, i bambini verranno introdotti al mondo della difesa personale a mano nuda e con armi affinchè possano scoprire le infinite potenzialità del corpo umano e sviluppare quel senso di autostima che troppo spesso manca nelle nuove generazioni.

Tutti i corsi seguono programmi redatti dai dirigenti della International Tong Yuan Wushu Association, il Maestro Stanislao Falanga e il Maestro Fulvio Falanga con i quali gli iscritti dovranno sostenere esami pentamestrali.

Per quest’anno sono, inoltre, previste diverse attività agonistiche e non, come la seconda edizione del campionato di wushu tradizionale I.T.Y.W.A. (CSEN) dove, in una cornice di festa e all’insegna dell’amicizia, i nostri studenti avranno l’opportunità di confrontarsi con diverse realtà del territorio italiano e mettere in gioco le proprie abilità in ambiti omogenei e leali. In occasione della venuta del Maestro Guan Tieyun nel marzo 2016 i più meritevoli potranno avere l’opportunità di partecipare ad uno stage con lo stesso sotto la supervisione (e previa accettazione) dei Maestri Stanislao Falanga e Fulvio Falanga. Non mancheranno, inoltre, opportunità per partecipare a manifestazioni, dove, con performance di squadra, i nostri allievi affineranno la propria capacità di lavoro di gruppo e di ruolo.

Insomma, il corso di arti marziali tradizionali cinesi offrirà ai propri iscritti un anno pieno di obiettivi senza dimenticare lo scopo pedagogico principale: crescere e migliorarsi, sia come praticanti che come uomini e donne. Sarà un piacere per noi dell A.P.D. Millennio accompagnarvi in questo cammino.

Istr. Francesco Suriano.

Il 2014 appena conclusosi ha visto un consolidamento dei corsi di arti marziali tradizionali cinesi che si svolgono presso il nostro quartier generale (martedì e giovedì, Palasirio). Il corso di Yuanyang quan destinato ai bambini della fascia compresa dai 5 a 12 anni, composto da un folto gruppo di partecipanti, è al passo con il programma stabilito dall’ ITWA (International Tong Yuan Wushu Association) ed in Dicembre ha visto l’avanzamento in grado di molti ragazzini e la partecipazione di tutti gli iscritti, con risultati molto soddisfacenti, al 1° trofeo Csen di Kungfu tradizionale.

 I bambini, infatti, hanno ben figurato in una giornata di festa e tutti, dai più esperti ai principianti, hanno vissuto l’ evento con grande determinazione e

Il Wushu si fonda su due pilastri: difesa personale e benessere del corpo. Il praticante di Wushu, dal primo momento che entra nella nostra  scuola (termine preferito al più comune “palestra”) si trova di fronte ad una struttura sociale di tipo familiare, dove il maestro rappresenta il pater familias e gli allievi sono tutti fratelli (i maggiori sono quelli con più anni di pratica alle spalle). Questo sistema gerarchico  fa si che gli allievi imparino il rispetto, la disciplina e sviluppino uno spiccato senso di solidarietà nei confronti del prossimo. La pratica del Wushu soprattutto quando si comincia nell’ età della fanciullezza (5 – 9 anni), assicura lo sviluppo di capacità coordinative superiori rispetto alla media di altri sport, nonché un notevole incremento di rapidità, velocità ed elasticità; questi risultati sono assicurati da uno studio empirico pluricentenario della biomeccanica del corpo che sta trovando sempre più riscontri con studi scientifici moderni. Le metodologie di insegnamento di quest’ arte marziale garantiscono grandi risultati anche al praticante che non inizia da giovanissimo e che è più interessato alla sola difesa personale, poiché tutte le tecniche, intrinsecamente, sono anche esercizi di grande abilità e complessità motoria e prevedono diverse scale di apprendimento: una stessa tecnica infatti può essere eseguita in modi via via sempre più complessi e sofisticati in accordo con la crescita dell’abilità del praticante. Lo studio del wushu prevede, oltre che lo studio di tecniche di difesa personale e di ginnastica, anche la pratica di tecniche con armi tradizionali cinesi. A partire dal secondo o dal terzo anno di pratica, infatti, al nostro  allievo viene spesso introdotto l’uso del bastone e/o della sciabola, che aiutano ulteriormente lo sviluppo delle abilità sopracitate. Lo studio del Wushu è quindi aperto a tutti, non ha preferenze, possono praticarlo bambini, adulti e persino anziani, è infatti un mondo che può rispondere alle esigenze di tutti, bastano solo due condizioni: VOLONTA’ e COSTANZA!

Francesco Suriano nasce a Massa di Somma nel 1989 e già all'età di sei anni inizia la pratica del Kung-fu sotto la guida del Maestro Stanisla Falanga. Dal 2001 comincia l'attività agonistica studiando Wushu moderno. Consegue buoni risultati fino alla consacrazione definitiva nel 2008 quando vince il campionato italiano di lancia e, l'anno seguente, confermandosi oro in tale specialità e aggiudicandosi il gradino più alto del podio anche con la spada.

Queste performance non passano inosservate, infatti, Francesco rientrerà nel giro della nazionale partecipando alle selezioni per i campionati mondiali ed europei del 2009/2010 .

L'amore per il Kung-fu tradizionale è più che mai vino in  Francesco, infatti  ha partecipato a tutte e quattro le edizioni del Festival di Wushu Tradizionale, tenutesi dal 2004 in Cina, partecipando alle ultime tre con la nazionale italiana e rientrando sempre nelle prime tre posizioni. Dal 2008, conseguito il grado di allenatore, cura i corsi per principianti ed avanzati per la sua amata "scuola" di arti marziali e per l'associazione "Millennio", continuando la grande tradizione di artisti marziali della Teng Long.

Nel Marzo 2012 Francesco, si riconferma campione regionale nelle specialità Mani nude nord e Arma lunga.

Il 19/20 Maggio partecipa ai Campionati Italiani di Wushu Tradizionale a Merate (LC) vincendo la specialità Mani nude nord e arrivando secondo nella specialità Arma lunga.

Il 27/28 Giugno partecipa ai corsi di formazione Snaq a Termoli (CB), con i quali consegue i crediti necessari a diventare istruttore C.O.N.I.

Dal 27al 29 giugno partecipa anche al raduno della Nazionale Italiana di Wushu tradizionale a Termoli e il 3 Agosto viene selezionato per partecipare al 5° Campionato Mondiale di Wushu Tradizionale che si terrà a Huangshan (Cina) dal 5 al 11 Novembre.

Il Wushu è l’arte marziale per eccellenza, nata in Cina diverse centinaia di anni prima della nascita di Cristo, come testimoniano diversi documenti. Conosciuto in occidente anche col nome Kung-fu (abilità) si è diffusa nel mondo nella seconda metà del secolo scorso, anche grazie alla produzione in scala mondiale di film cinesi che avevano come protagonista proprio questa disciplina; ma il mondo ha avuto modo di conoscere quest’ arte già in occasione dei giochi olimpici di Berlino del 1936. Con la nascita nel 1990, a Pechino, della I.Wu.F. ( International Wushu Federation) il Wushu ha visto unificare tutti, o quasi, i praticanti in una sola grande federazione ( ad oggi si stima che nel mondo ci siano oltre 10 milioni di praticanti! ). In Italia la federazione ufficiale che regola lo svolgimento di attività agonistiche e promozione è la F.I.Wu.K. (Federazione Italiana Wushu Kung-fu).
Il Wushu è composto da centinaia di stili, tutti diversi e nati in aree geografiche diverse della Cina o evoluti gli uni dagli altri o dalla fusione di due o più stili. Alcuni tra gli stili più antichi conosciuti sono: il Tong Bei quan, Tang Lang quan, Taiji quan, Bagua zhang, Xing yi quan e anch’ essi al loro interno racchiudono diverse famiglie stilistiche. Questa grande varietà, potrebbe confondere o lasciare perplessi persone che si affacciano per la prima volta al mondo delle arti marziali, in realtà c’è da dire che ogni stile è solo apparentemente diverso dagli altri, infatti essi possono prediligere un aspetto piuttosto che un altro, o valorizzare alcuni principi al posto di altri, ma la pratica ad alti livelli di stili diversi porta ad una visione più congruente degli stessi e ciò fa pensare che in realtà molti di questi si siano semplicemente evoluti da uno o pochi stili più arcaici. In ogni caso, sono mondialmente riconosciute queste due grandi divisioni:
•    STILI DEL NORD: stili nati e praticati maggiormente nella Cina del nord;
•    STILI DEL SUD: stili nati e praticati maggiormente nella Cina del sud;
altra divisione riconosciuta è:
•    STILI INTERNI: stili che prediligono un approccio morbido e continuo dei movimenti del corpo e maggiore attenzione alla cura delle forze “interne” al nostro corpo;
•    STILI ESTERNI: stili che prediligono un approccio dinamico e che curano una maggiore espressività della forza e della reattività e della velocità.
In realtà anche quest’ ultima divisione lascia il tempo che trova, poiché quasi tutti gli stili di arti marziali curano sia l’ aspetto “esterno” delle forze, sia l’ aspetto “interno”.