Eduardo, Filippo e …. dè e fumetti
Carissimi paesani, compaesani e conterranei,
carissimi amici che sono e che lo diventeranno,
troppo spesso, ma mal volentieri, ho visto e sentito ridimensionare la statura grande - grande del nostro paese ad un goffo metro e ho…ttanta voglia di crescere… e troppo spesso ho visto e sentito raccontarlo come gracilino di costituzione tanto da non poter sopportare e sorreggere il peso di un probante sviluppo.
Ma insomma!!! Chesta è na storia c'adda fernì!
L'”edificio partenopeo” è un albergo a cinque stelle e non certo per una questione di rating, ma piuttosto per una questione di stile, uno stile taccheggiato, copiato e servito in salsa sudamericana che pare e' cchiu' e cchiu' a' salsà cu o' rau' e cu a' tracchiuléll!
Con tanta superficialità dimentichiamo spesso di essere unici, di essere il simbolo di una unicità che affonda le sue radici e la sua credibilità in quella messinscena, il vissuto meridionale, che nel suo quotidiano io speriamo che me la cavo simpatizza costantemente col più alto dei Signori: o' Padreterno.


Fervore cristiano e laica superstizione si fondono in una mescola pazzesca, generata e non creata dalla stessa sostanza del padre del figlio del trisavolo dell'uomo del Monti, che ha detto sì all'ammutinamento del salariato ed alla liberalizzazione ra' fatic inzipìd povera di sodio!
Ma attenzione:
“ è dalla disperazione più cieca che nasce la virtù più arguta e Napoli ne è la dimostrazione più felice.”
In barba a qualsiasi tracollo finanziario, all'onta della sconfitta, alle barbarie di una guerra, noi napoletani abbiamo da sempre sollazzato con la nostra naturale inclinazione all'ingegno ed alla creatività, allestendo teatri e teatrini, in periferia come al centro, e ostentando l'orgoglio di un “dialetto” che non sa arrendersi all'evidenza, ma che dell'evidenza raccoglie la sfida perché ccà nisciuno è fesso!
E voi, miei carissimi, siete pronti a raccoglierne una, di sfida?
Vi offro un pretesto per accomodarvi in poltrona perché possa solleticare i fianchi della vostra curiosità e rubarvi un sorriso, perché possiate divertire facendo apprendere e accrescere quel comune gaudio del ritrovarsi tutt'insieme facendo cultura, perché possiate avvertire il bisogno di imparare il linguaggio dei vostri figli e farvi prendere per mano perché, a loro volta, vi chiedano di insegnargli il linguaggio dei grandi.
Sì, grandi! Grandi sono i nostri trascorsi, grandi i nostri predecessori, grandi i poeti di una vita già vissuta che non smette mai di essere così contemporanea e quindi possibilmente grande anch'essa.
Scolpire nella memoria di ognuno un senso di riconoscimento e appartenenza alle proprie origini culturali significa darsi l'alibi di una possibile unità d'intenti e affrancare quella speranza che spiega le ali dell'estro e dell'entusiasmo.
Pertanto, Eduardo a fumetti non rappresenta soltanto una provocazione, ma una nuova didattica sublimata dal linguaggio più diretto e intuitivo dell'immagine, uno strumento insolito, ma incisivo attraverso cui divulgare e approfondire il “sapere” e il “sapore” della tradizione napoletana.
Felice intuizione del regista teatrale Domenico Maria Corrado e prodotto dalla Elledi91 s.r.l., Eduardo, Filippo e d' „e fumetti (come amo definirlo) si presenta nella veste di un elegante e raffinato cofanetto che racchiude tre fra le opere di Eduardo de Filippo: Natale in Casa Cupiello, Filumena Marturano e Questi fantasmi, realizzate dal talento del grande fumettista napoletano Daniele Bigliardo e curate nella prefazione da Luca de Filippo.
E mo c' 'aggia dicere cchiù…:
Cuntatecèl a tuttu quante „o fatto d' „e fumetti e ditncèl:
ACCATTATAVILL!
Napoli, lì ei fù e mò ancora
M'arraccumanno
Eduardo, Filippo e d' „e fumetti

Giuseppe Aprea
3334976344
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