Il teatro è una delle più antiche e conosciute tradizioni artistiche della città di Napoli. Le prime tracce del teatro napoletano risalgono alla fine del Quattrocento, ai tempi della corte aragonese con opere di Iacopo Sannazzaro e Pietro Antonio Caracciolo che ebbero il merito di far uscire il teatro dalle mura delle corti e dei palazzi portandolo tra la gente. Infatti, questi due poeti ,che erano anche attori e registi attingevano dal popolo le storie e la dialettica.
Alla fine del Cinquecento fu ideato dall’attore Silvio Fiorillo il personaggio di Pulcinella una maschera plasmata dai vari attori che l’hanno interpretata diventando la voce del popolo napoletano e uno strumento di critica e di satira politica . Il più grande interprete di Pulcinella fu  sicuramente Antonio Petito, chiamato anche con l’appellativo di Totonno ‘o pazzo, l’unico a trasformare maggiormente il  personaggio. Esordì sulla scena all’età di sette anni e nel 1853, Totonno ereditò dal padre Salvatore (attore) la maschera di Pulcinella. Una vera e propria investitura  del camice bianco che lo consacrerà negli anni a venire come Il Re dei Pulcinella e Il Re del San Carlino.
Suo allievo fu Eduardo Scarpetta che parlava così del maestro:  “Petito era capace di buttare giù una commedia in pochi giorni; ma per scriverla aveva bisogno di parecchie risme di carta, di parecchie dozzine di penne d’oca e di un litro d’inchiostro, metà per la commedia, metà per imbrattarsi gli abiti, le mani e la camicia. E le lettere si allungavano come tracciate dalla mano incerta d’un bambino, ora tenendosi ritte a stento, ora barcollando. Le righe si mutavano da orizzontali in trasversali, e così si andava avanti per pagine intere”.
A partire dall’Ottocento questo personaggio viene rielaborato e da servo furbo e sciocco che riesce sempre ad averla vinta viene modernizzato e spalleggiato dal Felice Sciosciammocca della commedia di Scarpetta. Quest’ultimo rinnovò il teatro introducendo personaggi della borghesia cittadina assecondando i gusti ormai cambiati del pubblico.