Xinran, giornalista e scrittrice,  e' nata a Pechino, ma dal 1997 vive a Londra. Ha pubblicato numerosi libri e, per aiutare i bambini cinesi che vivono in condizioni di disagio, ha fondato la fondazione benefica "The Mothers' Bridge of Love". Il suo libro piu' famoso e' "La meta' dimenticata", ma io ho letto "Le figlie perdute della Cina". Era su una mensola sulla quale avevo accumulato libri principalmente sulla lingua cinese, ma anche sulla storia e sulla cultura di questo mondo così affascinante. Era un libro dimenticato, ma quando l' ho avuto fra le mani e ho letto il titolo era un momento per me particolare e ho deciso di leggerlo. Nel giro di pochi giorni l' ho concluso restando a dir poco traumatizzata ed al tempo stesso commossa dal racconto.Ancora una volta ho pensato a quanto e' difficile essere donne a questo

mondo e che le discriminazioni non conoscono limite. Il romanzo e' una raccolta di storie di donne, tra cui quella  della stessa autrice,  costrette ad abbandonare le loro bambine. In alcuni casi, le piccole venivano strappate alla propria mamma al momento della nascita. Qualche madre ha trovato "sollievo" nel suicidio, qualche altra ha trascorso l' esistenza a chiedersi quale fosse stato il destino della propria figlia. Xinran da' voce alle madri naturali ,ma anche alle madri adottive che hanno accolto le bambine cinesi."Hai mai sistemato una bambina? "  Sistemare e' sinonimo di sbarazzarsene. Per molte bambine nascere femmina vuol dire essere brutalmente uccise alla nascita. Qualcuno mi ha parlato della societa' cinese come di un esperimento di ingegneria sociale, ma il "sogno" si riduce in frantumi quando si scontra con la realtà. Xinran nel suo romanzo denuncia con toccante forza il sistema del suo Paese al quale imputa tre colpe: l' abbandono delle neonate attestato nella cultura agricola d' Oriente fin dall' antichità ; l'ignoranza in materia sessuale tuttora diffusa abbinata al boom economico ; la politica del figlio unico. Questa storia mi ha spezzato il cuore, ma mi ha fatto comprendere come nel dolore e nell' amore tutti gli esseri umani, a qualsiasi cultura appartengano, siano  fatti di carne e di sangue, siano padri e madri e figli e amanti. E ho guardato alla società cinese non più come fatta da automi (ho avuto per molto tempo quest' idea a causa della grande capacita dei cinesi di tenere sotto controllo l'emotività), ma mi sono immersa nell' animo delle donne ed e' questo il modo più immediato per comprendere l' essenza di un popolo. La filantropia , sentimento sul quale si fondano  le  varie associazioni umanitarie, in molti casi ignora il fatto che se si aiuta una donna,  i suoi figli non muoiono e se le famiglie crescono, cresce una nazione, perché le società più arretrate sono quelle in cui la donna e' sottomessa.